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01/06/2026

L'estate in cui ho smesso di avere paura

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Fino a che punto saresti disposta ad andare per smettere di controllare la tua vita? Irene vive come se il mondo fosse un piano strutturale: tutto deve combaciare, ogni rischio deve essere calcolato e l'errore non è un'opzione. Ma dopo un crollo pubblico che le sconvolge la vita, la sua migliore amica le impone una soluzione drastica: un mese sulla costa valenciana, lontana dal lavoro, dalle routine e dalle liste interminabili. L'ultima cosa che Irene si aspetta è condividere lo spazio con Álvaro. Fotografo, nomade e allergico a qualsiasi impegno a lungo termine, Álvaro vive esattamente all'opposto di lei. Mentre Irene ha bisogno di ordine, lui lascia che sia la vita a decidere per lui. Mentre lei pianifica ogni minuto, lui non sa nemmeno dove sarà il mese prossimo. La convivenza è un disastro fin dal primo giorno. Lei etichetta la cucina. Lui lascia sabbia per tutta la casa. Lei ha bisogno di silenzio. Lui mette la musica nel cuore della notte. Ma sotto le discussioni, le battute e la tensione costante, qualcosa inizia a cambiare. Perché alcune persone non arrivano per inserirsi nei tuoi piani. Arrivano per farli a pezzi. Quando un'opportunità professionale li costringe a scegliere tra Madrid e Berlino, l'estate si trasforma in un conto alla rovescia. Irene dovrà decidere se il suo bisogno di controllo la protegge... o la tiene intrappolata. E Álvaro dovrà scoprire se restare in un posto significhi davvero perdere la libertà. Una commedia romantica emotiva e luminosa sulle seconde possibilità, sui poli opposti che si attraggono e sul valore di scommettere su qualcuno anche quando non esistono garanzie.

L'estate in cui ho smesso di avere paura

Hablando del libro

Il suono di chiavi nella serratura le fece tendere le spalle. Non era il suono affrettato di chi arriva in ritardo; era il clic lento, deliberato, di chi ha tutto il tempo del mondo.

Che ironia filosofica del destino: lui arriva con la calma assoluta mentre lei lotta per controllare ogni particella di polvere. Forse è proprio quel disordine che ci prta l'ordine vero? 😍

«Inoltre, è tiepida. Perfetta per nuotare senza morire di ipotermia.»

L'ironia della situazione mi lascia a bocca apertz 😍. Quante volte abbiamo usato la sicurezza logica come scusa per non abbracciarci in quel momento di vulnerabilità? Il mare è sempre aperto, ma chi siamo noi per rifiutare l'intimità?

«Buongiorno», disse lui, appoggiandosi allo stipite della porta con una disinvoltura che Irene avrebbe etichettato come «postura instabile» in un rapporto di sicurezza strutturale.

Ciao a tutti! 😍 Amo questa descrizione di Álvaro. La sua natura 'liquida' mi fa sentire così sicuor quando è con lei, ma vedo che Irene è ancora nella testa dei protocolli di sicurezza. Spero davvero che questo momento tranquillo sia un inizio e non l'inizio del caos per il nostro cuore fragile. ❤️

"«Come potete vedere nella sezione B», disse Irene, con una voce che suonava stranamente metallica anche per lei"

Maria Cruz Raja Tudela

"C'era solo il suono ritmico e prevedibile delle onde che si infrangevano sulla riva, un metronomo naturale che non esigeva perfezione, ma solo presenza."

Maria Cruz Raja Tudela

"Elena Ruiz, anche se Álvaro non conosceva ancora il suo nome, irradiava quell'energia pericolosa di chi è disposto a bruciare i ponti per salvare una foresta."

Maria Cruz Raja Tudela